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Un’azienda vinicola innovativa di Montapulciano

Irene Chiari e Alessandro Regoli si sono trovati d’accordo su tutto, anche sulla percentuale di Petit Verdot, che all’inizio era troppo alta. Alla fine, l’hanno ridotta al 3%, il tocco finale in un assemblaggio che parte dal Sangiovese, per arrivare con l’aggiunta di Sauvignon, Cabernet e altri vitigni al vino che volevano: con la grinta del territorio e qualche ammiccamento internazionale. Irene Chiari e Alessandro Regoli, coppia nella vita e nel lavoro, vivono nel mondo del vino: abitano a Montalcino, la patria del Brunello e qui hanno fondato un portale di informazioni sul settore Winenews ora anche con una web tv. Solo una cosa non hanno: una vigna e una cantina. Per diventare produttori di vino hanno adottato una barrique, iniziativa lanciata dall’azienda Valdipiatta di Montepulciano. Un vino da regalare lo scorso Natale.

Altri hanno aderito all’iniziativa. C’è chi lo fa per avere bottiglie in edizione limitata per festeggiare una ricorrenza importante, chi per crearsi una cantinetta originale. C’è anche chi divide con gli amici bottiglie, esperienza e spese: 4/5.000 euro, tutto compreso (intorno ai 17 euro a bottiglia). Si sceglie, si fanno le prove di botte, poi l’enologo, Mauro Moricchi, realizza. L’idea è di Miriam Caporali, intraprendente viticoltrice che ha preso in mano la gestione della Tenuta Valdipiatta; l’azienda, che è anche agriturismo, produce etichette che hanno scalato i vertici delle guide enologiche.

Una parte della proprietà è rimasta quella originaria, circa 10 ettari di vigneto, dei 34 totali, con una età di circa 30 anni. Tutto il resto è stato impiantato con Prugnolo Gentile (Sangiovese), per il Rosso di Montepulciano, Vino Nobile di Montepulciano e Chianti dei Colli Senesi. Poi c’è il Canaiolo, Mammolo, e un po’ di uve internazionali, usate per i vini a denominazione geografica tipica; 30 barrique sono a disposizione per i produttori a distanza.

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