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Una gita a Catania

Sulla costa orientale della Sicilia, tra il Mar Ionio e le pendici dell’Etna, sorge Catania, splendida città barocca immersa in una vasta e amena pianura coltivata ad agrumi.

Catania è una città ricca d’arte dove la cultura ”trasuda da ogni angolo”. La si avverte facendo una passeggiata per le strade del centro storico e dando uno sguardo ai tanti monumenti che il passato ci ha lasciato oppure ricordando i grandi artisti che qui sono nati o vissuti a partire da Vincenzo Bellini o dai grandi scrittori che hanno fatto la storia della letteratura italiana come Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico de Roberto, Nino Martoglio, Vitaliano Brancati. Dagli anni ’70 in poi, la rinascita culturale della città è passata attraverso la musica. Come funghi sono sorti decine di nuovi cantautori e gruppi musicali, che hanno esportato l’immagine della città in tuta Italia tra cui ricordiamo il grande Franco Battiato, i Denovo (gruppo d’esordio di Mario Venuti), Gerardina Trovato, Carmen Consoli, gli Uzeda e molti altri autori minori. Catania inoltre, è una delle città europee più vivaci per quanto riguarda la movida notturna con giovani e meno giovani che si aggirano per Via Etnea e per il dedalo di stradine del centro storico dove si può passare una serata tra amici in uno dei tanti bar, pub, disco pub, ristoranti, trattorie tipiche ecc.

Questa vivacità culturale molto probabilmente dipende dal fatto che la città per secoli è stato un autentico crogiuolo di popoli e culture diverse. La sua storia infatti, è indissolubilmente legata alle tante dominazioni che si sono susseguite nel tempo: da quella calcidese, quando si chiamava Katane, a quella romana, bizantina, normanna, sveva ed infine aragonese che ha lasciato segni tangibili in ogni angolo malgrado la lava abbia seppellito più volte molti resti del suo passato. Nel XVII sec., ad esempio, la città fu distrutta per ben due volte, prima a causa dell’eruzione dell’Etna talmente potente che il fiume di lava arrivò sino al mare, e poi dal disastroso terremoto del 1693 che la rase praticamente al suolo cancellando la maggior parte delle opere d’arte e dei monumenti della città antica. Da allora la città fu ricostruita in stile barocco, rinascendo dalle sue ceneri come l’Araba Fenice, più bella di prima.

Un tour per la città – Oggi Catania è una città con vie ben definite, piazze geometricamente proporzionate e prospetti degli edifici regolari che formano un complesso architettonico di rara bellezza. Via Etnea è l’arteria principale, il salotto buono della città dove si trovano la maggior parte dei locali e dei monumenti. Chi avesse intenzione di visitare Catania dovrebbe quindi iniziare proprio da qui, da Piazza Duomo, dedicata alla patrona della città Sant’Agata. Il Duomo custodisce infatti le sacre reliquie della Santa, quelle del cardinale Dusmet, che i catanesi venerano come fosse un santo anche se non è ancora salito agli onori degli altari e quelle del grande compositore Vincenzo Bellini.

Il Duomo fu fatto costruire nel 1091 dal conte Ruggero il Normanno, fu distrutto dal terremoto del 1693 e ripreso dall’architetto Giovanni Battista Vaccarini nel 1736. Al centro di Piazza Duomo è adagiata la Fontana dell’Elefante o ‘Liotru’, costituita da un elefante in pietra lavica di età romana cui i catanesi sono molto affezionati tanto da essere diventato il simbolo della città. Sempre in Piazza Duomo c’è il Palazzo del Municipio del Vaccarini e di fronte Palazzo Chierici, opera dell’architetto Alozo di Benedetto dei primi del ‘700; sulla sinistra vi è la Porta Uzeda, costruita nel 1695 in onore del viceré spagnolo Paceco de Uzeda, come porta d’accesso alla città. A fare da sfondo al caratteristico mercato del pesce, sulla destra, c’è la splendida Fontana dell’Amenano, opera dello scultore Tito Angelini, sotto la quale scorrono le acque del fiume Amenano (che scorrono sotto tutto il centro storico) chiamata dai Catanesi ‘a fontana dell’acqua a linzolu’.

Percorrendo Via Etnea ci si imbatte in Piazza Università, dove si trova il palazzo dell’antica Università di Catania e Palazzo San Giuliano, risalente al 1745. Proseguendo si può ammirare la Basilica della Colleggiata del 1768 che ospita affreschi dello Sciuti e quadri del Sozzi. Ad una decina di metri dalla chiesa troviamo i famosi Quattro canti  di Catania, in cui Via Etnea si incrocia a Via San Giuliano. Si tratta di quattro palazzi, costruiti nello stesso stile architettonico con gli angoli smussati che creano uno spiazzo ottagonale. Fu proprio da un balcone di uno di questi edifici, nell’estate del 1860, che Garibaldi, dopo aver liberato la Sicilia dai Borboni, pronunciò la famosa frase ‘O Roma o morte!’. Superati i quattro canti, sulla sinistra troviamo Palazzo Minoriti, sede della Provincia Regionale di Catania e della Prefettura e, a seguire, la Chiesa dei Minoriti opera di F. Battaglia. Proseguendo tra le meravigliose facciate barocche dei palazzi settecenteschi si giunge a Piazza Stesicoro che ospita il monumento dedicato a Vincenzo Bellini del 1882 alla cui base sono rappresentate le quattro opere più importanti dell’artista: la Norma, I Puritani, La Sonnambula, Il Pirata. Di fronte vi è l’anfiteatro romano del II Secolo d.C., la cui arena di forma ellittica è seconda per grandezza solo al Colosseo di Roma. Alle spalle la Chiesa di San Biagio, costruita nel luogo del martirio di Sant’Agata. Risalendo ancora per Via Etnea troviamo lo splendido palazzo barocco delle poste e li accanto Villa Bellini, soprannominato un tempo ‘il giardino più bello d’Europa’ che si estende per circa 8 ettari con fontane, alberi secolari e statue di uomini illustri catanesi come ad esempio Giovanni Verga. All’illustre scrittore verista la città ha dedicato una delle più belle e luminose piazze di Catania, dove lo scultore Carmelo Mendola nel 1975 ha riprodotto in una fontana il tragico naufragio della Provvidenza descritto nel romanzo ‘I Malavoglia’.

Altra fontana che vale la pena di vedere si trova invece in Piazza Giovanni XXIII, vicino alla stazione ferroviaria che rappresenta il ratto di Proserpina dello scultore Giulio Moschetti, raffigurante la dea Proserpina che viene rapita da Plutone su un cocchio trainato da sirene e cavalli.

Assolutamente da non perdere è il Castello Ursino, che si erge in Piazza Federico II, e fatto costruire nel 1239 dal re normanno Federico di Svevia. Il castello ha pianta quadrata con quattro torrioni d’angolo e un baglio all’aperto all’interno. Ospita il Museo Civico Comunale che custodisce materiale archeologico di eccezionale interesse. Vi si conservano 8.043 pezzi tra reperti archeologici, epigrafi, monete, sculture, pitture, sarcofaghi fittili greci, romani, mosaici. E’ imperdibile anche una passeggiata nella splendida Via dei Crociferi fiancheggiata da sontuose chiese barocche e da palazzi settecenteschi. Qui da ammirare l’arco di San Benedetto (costruito in una sola notte abusivamente per congiungere la badia grande del Monastero delle benedettine con la badia piccola), la Chiesa di San Benedetto, la Chiesa di San Francesco Borgia, l’ex Collegio dei Gesuiti che ospita  l’Istituto d’Arte e la Chiesa di San Giuliano. Una delle meraviglie del barocco catanese è senza ombra di dubbio Palazzo Biscari, con le sue stanze splendidamente affrescate che vengono ancora utilizzati per feste e matrimoni di gran lusso. Particolare il salone delle feste di stile  rococò dalla complessa decorazione fatta di specchi, stucchi e affreschi dipinti da Matteo Desiderato e Sebastiano Lo Monaco. Sul tetto è ricavato un cupolino centrale, usato per sistemate l’orchestra, e coperto da un affresco raffigurante la gloria della famiglia Paternò Castello di Biscari.

Fonte : www.guidasicilia.it

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