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Terme romane per un fine settimana

Negli scritti di Seneca si legge che a Roma, in tempi remoti ”ci si lavava ogni giorno braccia e gambe, che si insudiciavano col lavoro, ma il resto del corpo lo si lavava ogni settimana o ogni nove giorni, in corrispondenza del giorno di mercato“. Il primo ”stabilimento termale“ di Roma fu – se così si può dire – il Tevere, nelle cui acque fredde i romani erano soliti fin da piccoli immergersi per le loro toilette quotidiane.

Ma col tempo Roma divenne la culla del termalismo e il rito del bagno si trasformò in uno dei piaceri irrinunciabili della vita, tanto da meritare un proverbio che la dice lunga: ”balnea vina Venus corrumptum corpora nostra sed vita faciunt“ (i bagni, i vini e Venere corrompono i nostri corpi, ma sono la vita).

In epoca imperiale le monumentali thermae, ormai largamente diffuse su tutto il territorio dell’attuale Lazio, vennero arricchite da palestre, biblioteche, ristoranti, giardini, piscine, teatri, sale per riunioni, solarium. Si può affermare, senza timore di essere smentiti, che dove ancora oggi si ergono i resti di stabilimenti termali, lì arrivarono i romani.

Ecco quindi un itinerario dedicato al benessere, che vuole proporre, seguendo le ”orme“ illustri di imperatori e papi, uno scorcio insolito di questa affascinante regione: da Viterbo a Fiuggi, lasciandosi trasportare dal ritmo dolce delle morbide colline dei Castelli Romani, vicino a Roma e per questo straordinariamente ricche di storia e arte. La zona dei Castelli Romani non ha bisogno di tante parole di presentazione. Basta snocciolare i nomi dei borghi che la punteggiano (da Frascati, a Castel Gandolfo, da Nemi a Sabaudia, da Terracina a Gaeta) e le tante specialità locali (carciofi, porchetta, fragole, vino bianco, olio, pane casereccio) per aver chiaro che un viaggio da queste parti è innanzitutto un viaggio di piacere. Per gli occhi, lo spirito e, ovviamente, il palato.

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