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Sebastiano del Piombo

È la mostra-evento che apre la primavera d’arte romana: la retrospettiva su Sebastiano del Piombo inaugurata a Palazzo Venezia, dove rimarrà fino al 18 maggio per poi spostarsi alla Gemäldegalerie di Berlino (28 giugno-28 settembre), è la prima mostra monografica dedicata a questo grandissimo pittore del Cinquecento. Che nacque a Venezia nel 1485, ma visse la maggior parte dei suoi anni a Roma, dove morì nel 1547. Fu allievo di Giorgione, amico di Michelangelo e rivale di Raffello, e come notò lo scrittore russo Vladimir Nabokov, che si ispirò a un suo ritratto per il racconto La Veneziana, seppe “combinare la forza del primo con la dolcezza del secondo”.
Curata da Claudio Strinati, valorizzata dall’allestimento ideato dal regista Luca Ronconi, la rassegna riunisce oltre 70 capolavori: grandi tavole di soggetto religioso e magnifici ritratti come la giovanile Dorotea, il Ritratto d’uomo in arme, o il Cardinal Ferry Carondelet col segretario, prestigioso prestito del Museo Thyssen Bornemisza di Madrid. Ma anche disegni e piccoli dipinti su lavagna, per ripercorrere tutte le fasi dell’evoluzione dell’artista: dalla luminosità e il calore cromatico degli inizi, ereditati dalla tradizione veneziana, allo stile monumentale delle opere mature, in cui si riconosce la lezione di Michelangelo, ai toni cupi dell’ultimo periodo che riflettono la crisi di Roma tra Riforma e Controriforma.
Un’attenzione particolare è dedicata al rapporto con Michelangelo, uno dei temi più affascinanti e misteriosi della vita e l’opera di Sebastiano su cui gli studiosi non smettono d’interrogarsi. Secondo alcune fonti, infatti, il maestro fiorentino aiutò più volte l’amico con il designo, realizzando per lui schizzi e studi preparatori. Per esempio, per la Pietà di Viterbo, che nella mostra si può confrontare dal vivo con alcuni disegni di Michelangelo. O anche per la Flagellazione e la Trasfigurazione, da ammirare, invece, nella chiesa di San Pietro in Montorio. Perchè, a Roma, la scoperta di Sebastiano prosegue anche fuori: a Villa Farnesina tra gli affreschi realizzati per Agostino Chigi, il ricco e potente banchiere del Papa che lo portò per la prima volta a Roma nel 1511. E nella chiesa di Santa Maria del Popolo, dove si trova una sua gigantesca pala dedicata alla Natività della Vergine.
Palazzo Venezia, via del Plebiscito 118. Orari: 10-20, ven. e sab. 10-22 (mai chiuso). Ingresso: 10 €. Catalogo Federico Motta. Info: tel. 06.68.19.22.30,
www.mondomostre.it.

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