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Pasqua 2009 a Venezia

« […] quale Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita: Città ricca d’oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra saldi marmi fondata ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile e, meglio che dal mare ond’è cinta, dalla prudente sapienza dè figli suoi munita e fatta sicura. » Francesco Petrarca

Pasqua nella città più romantica e suggestiva del mondo vuol dire concedersi una vacanza a Venezia.

Centinaia di isole, grandi o minuscole, abitate o disabitate, alcune stabili, altre in disfacimento, altre ancora in formazione. L’acqua lavora continuamente la terra, la permea e la modella, creando un mondo altamente instabile. Tutta la laguna sarebbe da vedere e da gustare palmo a palmo, con le sue isole minori e poco conosciute; ecco le tre isole più famose vicine a Venezia: Murano, Burano e Torcello.

Una giornata a Murano

E’ per tutti “l’isola del vetro” ma sbaglierebbe chi si facesse l’idea di un’isola tutta votata all’industria produttiva. Diciamo piuttosto che in Murano convivono due anime: una dedicata appunto al lavoro ed alla produzione di vetri artistici, l’altra più calma, tranquilla, quasi levantina e governata da ritmi d’altri tempi. Chi giunge a Murano viene colpito subito dal grande canale che l’attraversa e la caratterizza e riconosce subito una “piccola Venezia” costruita solamente con più parsimonia, quasi con sobrietà: d’altra parte Murano prese origine nel 1291, quando a seguito di un incendio che distrusse buona parte di Venezia, il Maggior Consiglio decise il trasferimento su quest’isola di tutte le vetrerie e delle loro fornaci. Di Murano ti rimane un carico di immagini e sensazioni, le più svariate: dallo stereotipo del soffiatore di vetro che nel negozietto plasma il solito cavallino multicolore al ricordo del Canale dei Vetrai ricco di fermenti commerciali, dall’immagine del possente Faro in pietra a quella di due vecchietti che “ciacolano” davanti ad un’ombra.

Una sosta a Burano

Una delicata leggenda introduce Burano, splendida isola in posizione centrale nella laguna, annunciata dallo sbilenco campanile della Chiesa di S.Martino. Si racconta che un giovane buranello (così si chiamano gli abitanti dell’isola) dovette partire per commercio, con la sua nave, per il lontano Oriente, lasciando a casa l’amata fidanzata. Durante il viaggio incontrò, novello Ulisse, le sirene ammaliatrici e legò se stesso ed i compagni di viaggio all’albero della nave per non cadere in tentazione. La regina delle sirene, stupefatta dalla fedeltà del giovane e dalla sua forza di volontà per premiarlo sollevò con un colpo di coda la spuma del mare, che cadendo ai piedi del marinaio si trasformò in un incantevole velo da sposa. Quando tempo dopo il giovane fece ritorno a casa, le donne dell’isola, ammirate da siffatta bellezza, iniziarono a cercare di riprodurla: da qui la tradizione, tutta buranella, della lavorazione dei merletti. Tuttavia Burano non è solo l’isola dei merletti: Burano è anche e soprattutto l’isola dei colori, un’esplosione infinita di colori che pennella le case di questo borgo. Facciate azzurre, rosso scarlatto, gialle ed altro ancora, da cui occhieggiano le caratteristiche finestre contornate, a mo’ di vezzo, da una bianca cornice. A volte i colori sono stinti, consunti dalla salsedine e dall’aria della laguna, altre volte li percepisci ravvivati da una sapiente e recente mano di vernice.

Tappa a Torcello

Sbarcare a Torcello è accedere ad un angolo della nostra memoria che avevamo scordato: i tuoi passi risuonano sul viottolo in mattoni che ti accompagna in un luogo irreale tra campi incolti ed orti fino alla grande piazza che sorge nel cuore dell’isola, vestigia e testimonianza di un passato grandioso. E mai come a Torcello il passato ti appare davvero “passato”, nell’atmosfera irreale cogli fantasmi e suggestioni antiche. L’isola, come risulta dagli scavi archeologici, era forse il centro più importante della laguna e venne abitata dai Romani sin dal I secolo d.C.; due sono i gioielli che ancor oggi campeggiano a Torcello: la chiesa di S.Fosca e la cattedrale di Maria Assunta. Quest’ultima risale al VII sec. ed è a pianta romanica, austera all’esterno con le sue pareti in mattoni, splendente all’interno di marmi e mosaici; la prima risale al XII sec. ed è a pianta centrale di origine bizantina. Inoltre Torcello ospita un favoloso museo Artistico-Archeologico.

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