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Mirò, Palazzo dei Diamanti, Ferrara

Mirò: la terra. Provenienti dai più importanti musei del mondo, 80 capolavori, tra dipinti, disegni, assemblaggi, collage, sculture e litografie, ripercorrono tutta l’esperienza artistica del maestro spagnolo, dalla prima personale alla galleria Dalmau di Barcellona nel 1918 alle opere degli anni Ottanta realizzate all’età di 90 anni a Palma di Maiorca. E non solo: offrono anche una nuova chiave di lettura, esplorando ed evidenziando il legame dell’artista con la terra e il ruolo che questo rapporto ha avuto nella sua produzione. L’amore per la nativa Catalogna, il mito di un mondo rurale e primitivo, i temi della sessualità, della fertilità e dell’eterno susseguirsi di vita e morte s’intrecciano in Mirò con un interesse per la terra intesa come materia, da cui quella continua sperimentazione di diverse tecniche e materiali inusuali, che lo portarono ad anticipare, già alla fine degli anni Trenta, le correnti del Nouveau Réalisme e dell’Informale. Esemplari in questo senso, i dipinti esposti nella sezione Figure plutoniche, una serie di paesaggi dai colori violenti, abitati da creature misteriose, in cui compaiono materiali estranei alla pittura come sabbia, pece, caseina, ghiaia. Fra le altre opere in mostra, due capolavori eccezionalmente concessi dal Centre Pompidou di Parigi: La contadina del 1922-23 e Figure e uccelli nella notte, un immenso murale su tela del 1974, posto a chiusura del percorso espositivo. Ma anche due lavori provenienti da New York, Terra arata del Guggenheim Museum e Paesaggio catalano (Il cacciatore) del MoMA. Dipinti entrambi nel 1923-24, illustrano la svolta fondamentale di Mirò, dal realismo degli inizi al Surrealismo.
Fino al 25 maggio, a
Palazzo dei Diamanti, corso Ercole I d’Este 21. Orari: domenica – giovedì 9- 20, venerdì e sabato 9-22 (mai chiuso). Ingresso: 11 €. Info e prenotazioni: tel. 0532.24.49.49.

Ferrara è una città dai ritmi rilassati, dove ci si svaga curiosando in botteghe di artigiani e laboratori di ceramica. O in librerie come Mel Book Store (piazza Trento e Trieste, tel. 0532.24.16.04), dove volumi e riviste si possono sfogliare con calma, e Sognalibro (via Saraceno 43, tel. 0532.20.46.44), specializzata in testi sulla città e piccoli editori introvabili altrove e con un calendario ricco di eventi di ogni tipo. Oltre a incontri con scrittori e presentazioni di libri, organizza anche mostre di fotografia, cene letterarie, serate musicali e viste guidate.

Altri piaceri li riservano i sapori: la salama da sugo, un insaccato raro e prelibato insaporito con spezie e vino rosso, si compra da Marchetti, in via Cortevecchia al 35 (tel. 0532.24.48.00). In via San Romano, il panificio Perdonati (tel. 0532.76.13.19) è invece l’indirizzo giusto per il panpepato, caratteristico dolce a base di cioccolato, e per il pane ferrarese che qui viene ancora attorcigliato a mano.
L’aperitivo si prende in wine bar come Peperosa (via San Romano 99, tel. 0532.76.31.70), o Messisbugo, nella zona del ghetto, molto amato dai giovani. Ma tra i locali il più curioso è Al Brindisi (via degli Aleardi 11, tel. 0532.20.91.42), l’osteria più vecchia del mondo, di cui esistono testimonianze che risalgono al 1435, frequentata in passato da Benvenuto Cellini, Tiziano, Torquato Tasso, Ludovico Ariosto. Oggi è una pittoresca cantina con cucina, dove assaggiare i vini del Delta e salumi locali. Atmosfera rustica e schietta anche all’Antica Trattoria Volano (viale Volano 20 0532.76.14.21), dove provare i cappellacci di zucca e il pasticcio alla ferrarese. Si cena in mezzo al verde con tagliatelle fatte in casa e verdure dell’orto da Lanzagallo (loc. Gaibana via Ravenna 1048, tel. 0532.71.80.01), una tipica trattoria di campagna, non lontano dal centro di Ferrara. Chi è in vena di una serata romantica può prenotare a Quel fantastico giovedì (via Castelnuovo 9, tel. 0532.76.05.70), pochi tavoli e dolci da capogiro. E poi concludere con ottima musica al famoso Torrione, jazz club in un antico bastione (via Rampari di Belfiore 167, tel. 339.78.86.261 ).

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