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Madrid ci mostra il Parco del Retiro

Il Parco del Retiro rappresenta il cuore di Madrid. Innumerevoli statue, fontane e monumenti hanno via via fissato la loro dimora nei suoi giardini trasformandolo in un museo di sculture all’aria aperta. Tra tutti questi monumenti spiccano la Fontana del Carciofo, progettata da Ventura Rodríguez, e quella del Angelo Caduto, la cui peculiarità risiede nel fatto che la statua principale della fontana raffigura il diavolo. Negli anni Trenta e Quaranta fanno la loro comparsa i nuovi giardini realizzati dal capo giardiniere Cecilio Rodríguez a cui si deve anche la progettazione e la costruzione della Rosaleda (roseto) e i giardini a lui intitolati in cui sorge il padiglione.

L’ubicazione di questo parco nel cuore cittadino e le attività ricreative tradizionali che vi si trovano (barche, burattini, concerti all’aria aperta, chioschi, ecc.) fanno sì che i madrileni e i visitatori lo utilizzino come luogo di incontro. Nei giorni di festa, cantanti, musicisti, burattinai, pittori, cartomanti e chiromanti fanno del parco un luogo variopinto, ideale per le passeggiate o il divertimento.

I giardini del Buen Retiro risalgono al terzo decennio del XVIII secolo, quando il conte-duca di Olivares, don Gaspar de Guzmán y Pimental, primo ministro di Filippo IV, regalò al re dei terreni per lo svago della Corte ubicati attorno al Monastero dei Geronimi a Madrid. Così, con la ristrutturazione del Cuarto Real (stanza reale) situato accanto al monastero, venne avviata la costruzione del Palazzo del Buen Retiro. Sebbene questa seconda residenza reale sorse in quella che all’epoca era ritenuta la periferia della città di Madrid, essa non era eccessivamente lontana dall’alcazar e si rivelò un luogo estremamente piacevole data la sua posizione all’interno di una zona molto frondosa e fresca.

Architettura
Sotto la direzione degli architetti Giovanni Battista Crescenzi e Alonso Carbonell furono costruiti diversi edifici dei quali tuttora si possono ammirare il Casón del Buen Retiro (l’antico salone da ballo) e l’edificio che attualmente ospita il Museo dell’Esercito: l’antico Salón de Reinos con pareti decorate con dipinti di Velásquez, Zurbarán e affreschi di Lucas Jordán.

Giardini
I giardini furono progettati allo stesso tempo del palazzo e, fra gli altri, vi lavorò anche Cosme Lotti, scenografo del Granduca di Toscana.

L’acqua fu un elemento determinante dei giardini fin dalle loro origini: il grande stagno, utilizzato quale sfondo per la naumachia e gli spettacoli acquatici, il canal grande, la piccola insenatura e lo stagno ottagonale o delle campanule combinandosi agli eremi formavano la struttura basilare dei giardini.

Durante il corso della storia la fisonomia del giardino venne a cambiare poco a poco: Filippo V (1700-1746) commissionò la costruzione del Parterre, unico giardino di gusto francese. Carlo III (1759-1788) si incaricò di conferire al Buen Retiro un elegante aspetto esterno, sostituendo le antiche recinzioni murarie con eleganti cancelli, e consentì per la prima volta l’accesso del pubblico ai giardini. In seguito, durante il regno di Carlo IV (1788-1808), fu costruito l’Osservatorio astronomico ad opera di Juan de Villanueva.

Contesto culturale
Il regno di Isabella II (1833-1868) comportò profondi cambiamenti per il Retiro. Prima del raggiungimento della maggiore età della Regina, i giardini godettero di grande prosperità, furono piantati alberi da ombra, frutteti, e vennero creati giardini in zone incolte quali il cosiddetto Campo Grande.

Dalla fine del XIX secolo, divenuto ormai parco pubblico, il Retiro venne utilizzato quale sfondo per l’allestimento di diverse esposizioni internazionali. A testimonianza di tali esposizioni nel Retiro sono rimasti edifici emblematici come quello dell’Arte mineraria, volgarmente noto come il Palacio de Velásquez e il Palazzo di Cristallo, indubbiamente l’edificio più straordinario dei giardini che, insieme al suo lago artificiale, fu costruito nel 1887 in occasione dell’esposizione delle Isole Filippine in cui venivano esibite diverse specie floreali del Paese.

Indirizzo

Plaza de la Independencia s/n. 28001, Madrid.
Ingresso principale da Plaza de la Independencia. Numerosi ingressi nella Calle Alcalá, Avenida Menéndez Pelayo, Calle de Alfonso XII e Calle del Poeta Esteban de Villegas.
Tel.: 91 558 87 90 (Servicio Municipal de Parques y Jardines)

Fonte : www.turismomadrid.es

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Commenti

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