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Leonardo a Milano: “Ultime Ultime Cene”…

Leonardo torna alla ribalta. E stavolta non si tratta di un secondo libro de Il Codice da Vinci. A rilanciarlo ci pensa Milano che dedica al genio e alla sua presenza in città l’affascinante mostra Le ultime ultime cene, organizzata dal Gruppo Credito Valtellinese e in corso fino al 16 febbraio al Cenacolo Vinciano, alla Piccola Sacrestia e alla Fondazione Stelline. Ma a riportare alla ribalta Leonardo contribuisce anche la ripresa della navigazione sul Naviglio Grande prevista per il 7 dicembre. È noto, infatti, l’interesse del Maestro verso l’ingegnoso sistema di vie d’acqua nato nel Medioevo. Interesse testimoniato da studi, disegni, progetti, proposte di miglioramento per i portelli delle conche. E ancora, dal sogno di una città ideale per Ludovico il Moro, in cui le acque dovevano avere un ruolo preminente.

Oltre all’Ultima Cena, affrescata tra il 1495 e il 1498 nel refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, molte altre opere del genio sono custodite nel capoluogo lombardo. Dove il maestro arrivò nel 1482 e rimase al servizio di Ludovico il Moro quasi 20 anni, trasformando il suo ducato in uno dei periodi più esaltanti della vita artistica e culturale di Milano. L’itinerario nella città sulle tracce di Leonardo, dal Cenacolo, porta al Castello Sforzesco. Entrando dalla Torre del Filarete e superando il primo immenso cortile o piazza d’Armi, si apre a destra il ricco polo museale delle Civiche Raccolte d’Arte ospitate nella parte più signorile della fortezza, le storiche sale della residenza sforzesca. Una delle più famose è la Sala delle Asse, chiamata così per le assi di legno che ricoprono le pareti. L’immenso stanzone aveva una funzione di rappresentanza e doveva in un certo senso intimidire gli ospiti illustri che qui s’incontravano con il Moro. Leonardo escogitò per lui un artificio illusionistico con potere psicologico: dipinse sulle pareti e sul soffitto il celebre pergolato di alberi di gelso che, grazie al nome latino della pianta, Morus, alludevano a una condizione di sudditanza rispetto al Duca. Restaurato, l’affresco è ancora oggi visibile. Un’altra opera di Leonardo conservata al Castello è il Codice Trivulziano, manoscritto con appunti e disegni fra cui caricature, studi per il Duomo, studi d’arte militare, conservato nella Biblioteca Trivulziana.

Tornati nella piazza d’Armi, vale la pena provare a immaginare l’immenso monumento equestre a Francesco Sforza che Leonardo aveva progettato per il cortile, ma che non riuscì mai a terminare. Esistono numerosi disegni e studi originali da cui s’intuisce la complessità dell’impresa: oltre a impegnarsi nella ricerca delle proporzioni ideali e nella definizione della potenza anatomica del cavallo, il genio fiorentino cercò di ottenere una posa dinamica per una statua di bronzo che avrebbe dovuto misurare oltre i 7 metri di altezza per circa 70 tonnellate di peso. Purtroppo dell’opera era pronto solo il modello per la fusione quando i soldati francesi, conquistato il Ducato di Milano, usarono il colosso per il tiro al bersaglio fino a distruggerlo.

Dal Castello si prosegue per la Biblioteca Ambrosiana, che custodisce, fra l’altro, il Codice Atlantico, la più importante raccolta dei manoscritti leonradeschi, con ben 1750 disegni di carattere tecnico-scientifico. Nell‘adiacente Pinacoteca, inoltre, si può ammirare il Ritratto di musico, un originale del maestro del 1485 circa, che rivoluzionò la ritrattistica dell’epoca. La caratterizzazione espressiva del volto solcato da intensi chiaroscuri svela i rapporti di Leonardo con la pittura fiamminga e, allo stesso tempo, le sue ricerche sui moti interiori.
L’itinerario si chiude al Museo della Scienza e della Tecnologia, la cui collezione più celebre comprende 30 macchine per uso civile e militare costruite a partire da manoscritti e disegni di Leonardo. All’esposizione dei modelli si affiancano inoltre percorsi espositivi sulla vita e l’opera del maestro e laboratori interattivi per ragazzi, dedicati alla scoperta delle sue invenzioni scientifiche.

Torna alla ribalta il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Santa Maria delle Grazie a Milano. L’occasione è la mostra Ultime Ultime cene, che mette a confronto idealmente la famosa opera vinciana con le creazioni di artisti contemporanei. In testa Andy Warhol che al noto tema dedicò alcune serigrafie, realizzate nel gennaio 1987 proprio per un’esposizione a Milano. Ora le opere tornano nel capoluogo lombardo fino al 16 febbraio 2008 alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Corso Magenta 59. E non solo. Intorno al tema dell’Ultima cena, la Galleria ospita opere e installazioni di Avalle, Finotti, Laugé / Manzi, Nitsch, Raysse, Recalcati, Spoerri e Velasco.

La mostra, curata da Philippe Daverio e con la collaborazione di Dominique Stella, si sviluppa, oltre gli spazi tradizionali della Galleria, nel Chiostro delle Stelline e in Santa Maria delle Grazie. All’interno della Piccola Sacrestia, verrà presentata la nuova opera “heureux Rivages” che Martial Raysse ha creato sul tema del "pane e vino". L’ingresso alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese è libero, mentre l’ingresso al Cenacolo in Santa Maria delle Grazie segue le consuete modalità di accesso. Per chi vuole approfittare dell’evento per visitare il capolavoro è disponibile un’offerta fino al 28 febbraio 2008, che permette di prenotare l’ingresso senza file con soli due giorni d’anticipo. A proporlo Antares Hotels che offre due notti per due persone da 320 € con prima colazione, un giro turistico della città con la guida e naturalmente l’ingresso al Cenacolo.

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