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Futurismo 1909-2009. Velocità + Arte + Azione

Fino al 7 giugno 2009 a Palazzo Reale, Milano, città dove il Futurismo nacque e visse la sua prima avventura, si celebra il centenario di questa rivoluzionaria avanguardia con una mostra che intende ripercorrere in ogni suo aspetto l’avventura del Futurismo, dal suo nascere, nel 1909, fino allo scadere degli anni Trenta, quando la spinta d’innovazione e di provocazione che lo avevano innervato sin dall’inizio si esaurirà, nelle arti visive, con le ultime prove dell’Aeropittura.

"Futurismo 1909-2009. Velocità + Arte + Azione", un’eccezionale esposizione allestita lungo un intero piano di Palazzo Reale, accompagnata da una ricchissima serie di manifestazioni e iniziative che coinvolgeranno il teatro, il cinema, la danza e la moda, trasformano Milano nella capitale del Futurismo per tutto il 2009. 

Unica tra le manifestazioni dedicate al Centenario, la mostra milanese illustra l’attività futurista nel suo completo raggio d’azione, non limitandosi alle arti figurative, ma estendendosi all’ampia, e utopistica, volontà futurista di ricostruire l’esperienza umana in una versione inedita e innovatibva. Per raccontare la grandezza di questo movimento, la mostra offre la possibilità di ammirare oltre 400 opere di cui 240 tra disegni, pitture e sculture, mentre tutto il resto spazia dalla poesia, all’architettura, alla scenografia, al teatro, alla fotografia, all’arredamento, al design e alla pubblicità: un intero mondo contrassegnato dal marchio futurista.

La mostra, che ha scelto come protagonisti coloro che diedero un importante contributo alla causa futurista, si apre con una panoramica sulla cultura visiva lombarda di fine Ottocento: il simbolismo di Alberto Martini, Medardo Rosso, Gaetano Previati, ma anche l’utilizzo "sociale" dell’opera di Pellizza da Volpedo, fino ai primi firmatari dei manifesti pittorici del 1910: Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini. Il percorso espositivo prosegue dapprima con una sezione dedicata a Filippo Tommaso Marinetti, effettivo demiurgo della rivoluzione estetica che segnò i successivi trent’anni, e procede articolandosi per decenni, ed evidenziando la dominante estetica di ognuno. 

Gli anni Dieci portano l’avvento del dinamismo plastico, quando l’arte abbandona la staticità esprimendo la parte più sperimentale del Futurismo e segnando il nuovo valore della modernità. In mostra un centinaio di opere, da Balla, a Boccioni, a Carrà agli esponenti più giovani, come Depero e Prampolini, o a coloro che, come il gruppo "Nuove Tendenze" di Funi e Dudreville, vissero la ricerca futurista in modo del tutto personale. Con la riconversione industriale degli anni Venti e la ricostruzione seguita alla prima guerra mondiale, l’arte futurista si adegua all’esigenza di ordine, ed entra in contatto con le avanguardie europee, costituendo una dimensione internazionale dell’arte nonostante l’insediarsi del fascismo.
 
E’ in questo periodo che Balla inaugura l’arte "meccanica", e i suoi dipinti, sebbene non ritraggano macchine o congegni meccanici, sono caratterizzati da rigorose architetture geometriche. Depero proseguirà su questa strada congiungendo il Futurismo alla metafisica, e Prampolini, con la sua rivista "Noi", diverrà il tratto d’unione con le avanguardie internazionali. Negli anni Trenta l’avventura del voloaereo si traduce nell’arte futurista in un completo stravolgimento dei codici prospettici propri della pittura italiana. 

Con l’"Aeropittura", tema portante di quest’epoca, gli orizzonti, le dimensioni e i rapporti spaziali vengono completamente riveduti, annullando la visione artistica rinascimentale, e trasferendo l’uomo in una dimensione talvolta allucinata. Il volo diviene esperienza mentale, materializzando il mito di Icaro, e dando vita all’"Idealismo cosmico" e al "Polimaterismo": nel segno di questa nuova visione cosmica, Prampolini riuscirà a fondere la materia con l’emozione, fino a spiritualizzarla. 

La mostra prosegue attraversando i molteplici ambiti che coinvolsero i futuristi: il Paroliberismo, la fotografia, il cinema, il teatro, l’architettura, la pubblicità, la moda. L’ultima sezione, intitolata "Dopo il futurismo", presenta opere di Burri, Fontana, Schifano, Dorazio e degli esponenti della Poesia visiva, testimoniando come essi resero omaggio a questa grandiosa avanguardia. 

Futurismo 1909-2009. Velocita’ + Arte + Azione
Fino al 7 giugno 
Palazzo Reale , Milano
Orari: 9.30/19.30 – Lunedi’ 14.30/19.30 – 
Giovedi’ fino alle 22.30 
Ingresso Euro 9/7.50 
Prevendita: www.futurismo.milano.it 
Info: tel. 0254919

Fonte:lavoceditalia.it

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