Turismo per Caso – Guide Viaggi e Offerte Vacanze

Turismo per Caso - il Blog

Un viaggio di lavoro che diventa Vacanza...
Un Campo Studio che si trasforma in Viaggio...
Una semplice Gita ma con gli occhi del Turista...
Viaggio, Week-End, Agriturismo, Sagra... e Tu?

Cerca Voli LowCost

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email:

Fra mare e colline. Dove? In Friuli!!!

Dal mare Adriatico alle dolci colline del Friuli Venezia Giulia per riscoprire l’antica tradizione gastronomica ed enologica di questa terra. Un viaggio a ritroso, dal mare all’entroterra: punto di partenza, le soleggiate spiagge di Grado, suggestivo borgo di pescatori trasformatosi negli anni in una vivace località balneare.

Battezzata “Isola del Sole” perché la sua lunga spiaggia è baciata dal sole dall’alba al tramonto, Grado è un piccolo scrigno che racchiude, fra le calli d’impronta veneziana dello splendido centro storico, tracce di antica storia romana. Alle sue spalle si estende la laguna a cui dà il nome, uno sterminato intrico di canali fra decine di piccole isole ricoperte di canne e di cespugli. Fra le sue mote, isolette dai nomi caratteristici (Gorgo, San Zulian, Anfora, Saffon), sorgono i casoni, dove fino alla seconda guerra mondiale abitavano oltre 250 famiglie di pescatori, ormai trasferite in paese. Con la bella stagione, però, i casoni vengono riaperti e diventano la base per i pescatori, o rustiche trattorie dove mangiare i prelibati piatti della tradizione gradese.

Da Grado, la vista spazia sull’anfiteatro delle colline del Friuli Venezia Giulia, terre di grandi vini, dominate dalle vette delle Alpi.

Ad est, ecco il Carso con i suoi piccoli e incantevoli borghi in pietra bianca (fra cui spicca Monrupino), brullo altopiano che delimita i confini orientali della regione, da Trieste a Gorizia, e che nei mesi autunnali si tinge del rosso dei fitti cespugli del sommaco.

Rosso come il Terrano, il suo vino più tipico, dal colore rubino intenso, con un caratteristico sapore di lampone e violetta e di corpo mediamente alcolico. Entrato ormai a far parte dell’èlite enologica di qualità, questo vino, ottenuto da uve del vitigno Refosco d’Istria e dai vitigni Pinot nero e Piccola nera, si può gustare nelle trattorie e nelle osmize (sorta di osterie aperte solo in determinati periodi dell’anno, spesso contemporaneamente casa per la famiglia che le gestiscono, cantina e luogo di mescita per gli avventori) abbinato ai saporiti piatti tipici del luogo: prosciutto crudo carsolino (dal gusto deciso), salame, pancetta, radicchio, fagioli e uova sode. I prezzi sono sempre contenuti, l’atmosfera è familiare e alla buona e – nella maggior parte dei casi – ci si può sedere all’aperto, ai tavoli messi intorno all’osmiza, sotto gli alberi o vicino alle vigne.

Il Carso (da cui ha avuto origine la denominazione del fenomeno geologico del carsismo, ovvero la corrosione di rocce calcare dovuta all’acqua mista ad anidride carbonica) è un vero e proprio paradiso per gli speleologi, ma anche chi non lo è può avventurarsi nelle viscere della terra scendendo nella grotta Gigante, nei pressi di Sgonico. Profonda oltre 100 m di altezza, è la più grande grotta turistica aperta al pubblico del mondo, luccicante e mutevole regno di stalagmiti e concrezioni calcitiche dalle forme bizzarre.

Dal Carso in mezz’ora di strada si giunge a Cormòns, capoluogo del Collio. Patria dei migliori vini bianchi italiani, il Collio è il luogo ideale per rifornire la cantina di vini pregiati: Tocai (che dopo il 31 marzo 2007 potrebbe cambiare nome), Malvasia istriana, Ribolla, Pinot bianco e grigio, Sauvignon, Picolit, Cabernet, Merlot, Pinot nero, che si possono acquistare anche direttamente dai produttori.

Cormòns, cittadina di stampo asburgico con una statua di Massimiliano d’Asburgo che campeggia nella piazza principale, è conosciuta, oltre che per i suoi vini, anche per gli eccellenti ristoranti e per le sue strutture agrituristiche, dove si può pernottare. Nell’antico centro storico, il cui impianto ha origine longobarda, da visitare è il duomo di Sant’Adalberto, imponente costruzione settecentesca. Un sosta meritano i deliziosi piccoli negozi dove si acquistano prodotti locali, terrecotte e oggetti per la casa. Non si può lasciare Cormòns senza aver fatto una visita alla Cantina Produttori, attorno alla quale è piantata la “Vigna del mondo”, oltre 400 uve provenienti dai 5 continenti che, vendemmiate insieme, danno vita al “Vino della Pace”, che viene inviato ogni anno ai capi di stato di tutto il mondo come invito alla pace ed alla fratellanza.

Informazioni:

www.cormons.com

Da non perdere
Da non perdere, a Grado, una sosta in trattoria per assaggiare il boreto, piatto gradese per eccellenza. Si tratta di una saporita zuppa che può essere preparata con una sola specialità di pesce o molluschi (nella sua versione più prelibata), oppure con più qualità. Cucinato con aglio, abbondantemente spruzzato di pepe e aceto e servito con una polentina bianca, il boreto era una volta un piatto povero, preparato dai pescatori con i pochi ingredienti a loro disposizione nei casoni. Oggi invece questo gustosissimo brodetto di pesce è il piatto simbolo della tradizione gastronomica gradese e il protagonista di una fortunata rassegna che, da metà settembre a metà novembre, porta le diverse versioni di boreto sulle tavole dei migliori ristoranti della zona.

Consigli d’accoglienza
A Grado si trovano alberghi per ogni esigenza: romantici per coppie, moderni e ben organizzati per famiglie, con ottimo rapporto qualità prezzo per i giovani, oltre a campeggi perfettamente attrezzati. Il Collio ed il Carso sono ricchissimi di pittoreschi agriturismo: ne esistono di tutti i generi e molti fanno parte di pregiate aziende vitivinicole.

Informazioni e consigli utili
Per visitare le cantine del Collio e del Carso, l’ideale è rivolgersi al Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia, che fornisce l’elenco delle aziende aperte agli enoturisti e organizza soggiorni a tema e interessanti corsi di degustazione dei vini.

Informazioni:

www.mtvfriulivg.it

Occasioni speciali di percorrenza
Molti sono gli eventi e le feste che animano queste zone nel corso dell’anno, in particolare a Grado ogni anno, la prima domenica di luglio, si svolge il Perdon di Barbana, importante e sentito evento religioso, durante il quale la comunità si reca in pellegrinaggio via mare al santuario di Barbana per sciogliere un voto risalente all’anno 1237. Di particolare suggestione è la partenza dei pescherecci addobbati a festa con pennoni, fiori, ghirlande, bandiere e gran pavese, la domenica mattina dal porto.

Numerose anche le rassegne gastronomiche: Asparagi in Laguna (aprile-maggio); La settimana delle seppie, in maggio; Festa del pesce azzurro (luglio) e Rassegna del boreto a la graisana (settembre-novembre).

Sul Carso l’appuntamento di maggior richiamo è rappresentato dalle Nozze Carsiche, suggestiva rievocazione storica e tradizionale delle nozze, così come venivano celebrate un tempo. Dura quattro giorni e viene celebrata a Monrupino ogni 2 anni nel mese di agosto.

A Cormòns suggestiva è la Rievocazione storica di Massimiliano d’Asburgo (fine agosto-inizi settembre), durante la quale la cittadina si trasforma in un borgo rinascimentale per rendere omaggio a Massimiliano I d’Asburgo e dà vita ad una spettacolare rievocazione in onore dell’imperatore, con duelli a cavallo, spadaccini, armate di lanzichenecchi, sbandieratori e mangiafuoco,un corteo di oltre 500 dame e cavalieri.

Sempre a settembre si svolge la Festa dell’uva e con l’invio del Vino della Pace a tutti i capi di stato del mondo, che dà il via ufficiale alla vendemmia ed è l’occasione per degustare i prelibati vini del Collio e visitarne le cantine.

Per saperne di più

 

Puoi seguirci tramite RSS Feed oppure Iscriverti alla Newsletter

Commenti

Lascia un Commento

Sei entrato per lasciare un commento.


© 2007 - 2016 Turismo per Caso - powered by La mia Ombra