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Estate 2009 a Capo Vaticano

Capo Vaticano ancora oggi si presenta come una località ancora incontaminata che vanta straordinarie bellezze: strapiombi con panorami mozzafiato, possenti rocce scolpite dal vento e dal mare, isolate spiaggette con tante piccole baie (alcune raggiungibili solo dal mare o attraverso impervi sentieri), il tutto circondato oltre che dal cielo e dal mare limpido, anche da una flora e fauna mediterranea ricca ed incontaminata, che in primavera diventa un immenso giardino fiorito dai mille colori e dai mille profumi.

Il mare che circonda Capo Vaticano è il luogo ideale per le immersioni subacquee, dove si possono scoprire i ricchi fondali abitati dalla popolazione ittica più numerosa e variegata d’Italia, tutto grazie ad un gioco di correnti provenienti dai due golfi di Sant’Eufemia da nord e di Gioia Tauro da sud.
Non dimentichiamo i tramonti sulle vicine isole Eolie: difficile descriverli con le parole…bisogna viverli di persona…

In soli sette chilometri di acque limpidissime che si tingono di tutte le gradazioni di colori che vanno dal turchese, al blu profondo e all’azzurro, si susseguono panorami di una bellezza di indescrivibile fascino.
E’ un susseguirsi di calette dai fondali sabbiosi e cristallini, ritagliati tra speroni rocciosi, lisce scogliere di tufo e rupi appuntite di granito a picco sul mare, con gole e grotte raggiungibili solo con le barche di esperti pescatori.

Le rocce sono intervallate da spiagge bianchissime, esaltate dal contrasto con l’azzurro del mare e il verde intenso della macchia mediterranea, ricca di ginestre, euforbie, fichi d’india, mirti, eriche e rarissime palme nane. Il panorama è racchiuso da vertiginose scogliere che si immergono in un mare dai fondali rocciosi colorati e ricchi di fauna ittica, nelle cui acque si rispecchiano gli intensi colori delle pendici del promontorio, punteggiato da ulivi millenari (forse i più noti d’Italia), querce, sugheri, pini marittimi, fichi e vigneti.

Qui troviamo i vigneti posti su terrazzi di terra, strappati alla roccia dai contadini attraverso muri di pietra posti a secco che scendono dolcemente sul mare. Nei profondi valloni cresce ancora la grande felce preistorica, che rende il paesaggio quasi giurassico… Le capre si arrampicano sui pendii rocciosi del promontorio in cerca di erbe profumate, i falchi pellegrini volteggiano indisturbati.

E’ un entroterra ricco di tradizioni e di cultura in cui ancora oggi sono vive molte attività artigianali legate al legno, alla ceramica, e specialità gastronomiche come la famosa ‘Nduja, la cipolla rossa di Tropea e la lattuga gigante.
E’ un angolo di Mediterraneo tutto da scoprire
decidi di abbandonarti a questa meraviglia per le vacanze estive, ne rimarrai stregato….

“Bisogna vedere una volta questo spettacolo sconosciuto nei nostri mari selvaggi, foschi e brumosi” così scrisse François Lenormant riferendosi al roccioso promontorio di Capo Vaticano, nel comune di Ricadi (VV) a sud-ovest da Vibo Valentia, vicino a Tropea, nota località turistica nel Tirreno.

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Commenti

  1. Estate 2009 a Capo Vaticano Dice,

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