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CHRISTMAS CRAFTS a Torino

Nel dicembre 2006 al MIAAO si è tenuta una prima mostra mercato, intitolata Supercraft Supergift, per istituire un confronto culturale e commerciale tra modelli e oggetti di arti applicate o di design autoprodotto a livello subalpino, italiano ed europeo.
Un’esperienza di notevole successo, che quest’anno si rinnova e si arricchisce, con il titolo CHRISTMAS CRAFTS, per dimostrare nei fatti il nuovo prestigio raggiunto dalle arti applicate piemontesi e internazionali alla vigilia di un Capodanno del Design organizzato da Torino 2008 World Design Capital e in vista della celebrazione sempre a Torino, nel giugno-luglio 2008, del XXIII Congresso Mondiale di Architettura dell’UIA.
La mostra natalizia si svolgerà nella Galleria Sottana del MIAAO di Torino dal 1 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008.

Il rosso e l’oro
Si possono prefigurare alcuni contenuti di Christmas Crafts al MIAAO ‘coordinando’ articoli da regalo secondo un materiale, la ceramica, e determinati colori ‘festivi’, il rosso e l’oro. Patria del rosso per il design ceramico è la Campania: a Salerno infatti un tecnico tedesco, Horst Simonis, attivo presso la Ernestine, inventò negli anni ’60 un rosso al selenio finalmente non ‘tossico’ come i suoi predecessori. Accanto a oggetti vintage di manifatture storiche e della Ernestine saranno esposti loro ‘successori’ quasi tutti realizzati a Vietri sul Mare, da un capolavoro ‘taurino’ dell’architetto-designer Eduardo Alamaro ai souvenir divertiti di artieri locali. Per quanto riguarda l’oro si renderà omaggio alla Faenza dei ‘lustri’ e dei ‘riflessi’ novecenteschi di Pietro Melandri e Riccardo Gatti con nuove straordinarie coppe e sculture di Mirta Morigi, reduce da recenti ‘trionfi’ ceramici in Australia (ma si documenterà anche la cultura ceramica anglosassone nella ‘luccicanza’ aurea con vasi, in collezione MIAAO, di Mary Rich, Peter Beard, John Wheeldon e altri ancora).

Enjoy Jewel!
Il MIAAO possiede una notevole collezione di ‘bigiotteria’ internazionale, considerata dal World Crafts Council Europe una delle più interessanti espressioni del nuovo linguaggio, insieme "volgare e illustre" delle arti applicate contemporanee. E’ quindi qui naturale il passaggio da una teoria intellettuale a una pratica commerciale. A partire dai collier e dagli anelli di Mauro Bonafede per Artbox, laboratorio dell’Eccellenza Artigiana del Piemonte, alcuni dei quali appaiono adattissimi ai partecipanti al prossimo Congresso Mondiale di Architettura di Torino 2008 e alle manifestazioni di Torino 2008 World Design Capital: si tratta di gioielli "a livella", per invitare i progettisti a sentirsi sempre "in bolla". Molte bigioie saranno presentate, nelle vetrine del MIAAO realizzate dall’atelier Rivadossi, sorrette da ‘mani’ in vari materiali anch’esse provenienti dalle collezioni del Museo, da quelle in porcellana della Richard Ginori, adorate da Gio Ponti, a quelle disegnate dalla Marchesa Moncada di Paternò per la Ceramica del Ferlaro negli anni ’50. Meno ‘nobili’, ma altrettanto intriganti sono le broches della biellese Valeria Coda Zabetta, di nuovo artigiana eccellente piemontese: topi e ragni di feltro, dal paradossalmente gradevolissimo "effetto villoso" al tatto (questa volontà di "far senso" caratterizza molti accessori del MIAAO, come le sciarpe dell’olandese Rianne de Witte, con le loro annesse mani morbide in cachemire, che sembrano voler ficcarsi ovunque…). Infine molti ornamenti internazionali sospesi tra sacro e profano, da quelli un po’ ‘gotici’ della francese Anne Claire Bottos a quelli più mistici dell’altra olandesina Ineke Otte…

Varia e curiosa
Lo stretto, scivoloso ponte sospeso tra sacro ed esecrando che rappresenta una tipica ‘costruzione’ culturale del MIAAO caratterizza anche una terza serie di ‘articoli’, più variegata dal punto di vista tipologico e merceologico. Si inizia, prevedibilmente, con la proposta di una iconografia ‘felina’, documentata dalle forbici Cutfish di Francesco Filippi, che nell’uso assumono alternativamente l’aspetto di un gatto e di un pesce, coniugando ambiguità percettiva e intelligenza progettuale (le forbici sono anche esposte al Design Museum di Londra). Ancor più ‘equivoca’ è la donna-gatto in PVC del giapponese Kouichi Yamazaki, un bibelot componibile in versioni più o meno discinte, dall’epidermide plastica e tuttavia carnale al toccamento, convincente dimostrazione di quel "sex-appeal dell’inorganico" che un grande filosofo formatosi a Torino, Mario Perniola, ha in passato predicato. Ma il MIAAO non è soltanto un museo-distributore, è anche un museo-produttore, ed essendo piemontese si è specializzato in enologia e gastronomia (ma anche in ‘piatti’ di ceramica, come quello per party ‘all’inpiedi’ creato da Giulia Chiaberge, artigiana eccellente del Piemonte). I vini del MIAAO -rosso, bianco e da dessert- sono squisiti per le papille e per gli occhi: il disegno delle etichette è infatti del gruppo di grafici Bellissimo. Il cioccolato è intitolato Teo-bromina, "cibo da Dio", ed è foggiato a capsuloni su disegno di Daniela Boni. Raramente questo ‘primato’ subalpino nel gusto è insidiato al MIAAO, tranne quando si tratta di rendere omaggio a un vero campione del mondo, come il ‘confetturiere’ transalpino Francis Miot, le cui marmellate ‘storico-erotiche’ -la Couilles du Pape e la Cul d’ Ange, la Favorite du Roy e la Vert Galant "aux vertus aphrodisiaques"- titilleranno per la prima volta in Italia diversi organi, ‘alti’ come il cervello ma anche ‘bassi’. Un servizio reso al corpo e all’anima al MIAAO, che lascia facoltà di scelta ai visitatori, astenendosi dal giudizio. A sigla di questo suo atteggiamento ripropone l’oggetto più venduto l’anno passato, il sapone Ponzio Pilato dei designers parigini del gruppo Atypyk, anch’ essi presenti con molti altri nuovi prodotti all’appuntamento, imperdibile, di Christmas Crafts.

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