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Capodanno in chalet: alta quota per brindare

Quest’anno la tendenza è cercare il rifugio isolato. Ci si arriva in sci, carrozza, gatto delle nevi. Ecco le baite migliori…

L’anno scorso gli italiani hanno speso sei miliardi di euro per i cenoni di Natale e Capodanno. Celebrati soprattutto in casa. Oppure lontano dalle feste chiassose e dalla convivialità forzata. Che cosa piace? Il Capodanno d’alta montagna, in chalet fuori pista da raggiungere con il gatto delle nevi, con gli sci o le racchette. Ambienti rustici, ma anche raffinati, soprattutto nei rifugi che si sono rifatti il lifting e propongono tovaglie di lino, candele, menu innovativi e servizio impeccabile. Understatement, dunque, senza disdegnare il divertimento. Da prenotare subito. O da tenere in agenda per l’anno prossimo.

Al Rifugio Averau (tel.0436.46.60), 2416 metri sopra Cortina, si aprono le prenotazioni per il cenone di fine anno già dal 1° agosto. La notte di San Silvestro si sale in motoslitta dalla seggiovia del Giau, verso le otto. A mezzanotte brindisi con champagne e poi musica dal vivo per ballare fino alle due, quando si rientra in slittino nelle case o negli alberghi di Cortina. Ma c’è anche chi non scende a valle e pur di ammirare l’alba in quota si adatta a dormire nelle camerate per ripartire la mattina successiva con gli sci: l’emozione supera i disagi, infatti per la notte del 31 si può solo sperare in una disdetta.

Poco lontano da Cortina, nel Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies, c’è uno dei rifugi più tradizionali delle Alpi, il Fanes, con due grandi sale rivestite di legno, una stube in maiolica bianca e azzurra, trofei di caccia, foto di scalate e memorabilia della Grande Guerra. Una sorta di museo vivente della montagna, dove si incontrano alpinisti provenienti da tutta Europa. Per loro il Fanes è un mito, un punto di riferimento e il Capodanno va vissuto con lo spirito di fratellanza sportiva che fa salire fin qui i veri amanti della montagna. Infatti non ci sono tavoli, ma lunghe tavolate. Il Fanes è circondato da una natura mozzafiato, è un belvedere sulle Tofane, e molti preferiscono raggiungerlo con una camminata di due ore da La Valle, anche se si sale comodamente con il gatto delle nevi dall’albergo alpino Pederù (6 km) sopra San Vigilio di Marebbe. Il 31 dicembre? L’appuntamento è per le otto a quota 2060. Menu rigorosamente tirolese. Molto più raffinato il cenone al Rifugio Col Pradat, che sta diventando l’alternativa al Club Moritzino di Corvara per l’atmosfera mondana, gli arredi chic-alpini e i tavoli eleganti per 80 ospiti (la maggioranza italiani). È la baita in quota dell’Hotel Kolfuschgerhof di Colfosco, a 2030 metri, raggiungibile di giorno in ovovia, di sera con il gatto delle nevi. A Capodanno propone un menu tradizionale con sette portate, musica dal vivo e gran ballo. Sempre in Alto Adige, c’è un indirizzo per veri gourmet sull’altipiano più vasto d’Europa: l’Alpe di Siusi. Chi prenota per la feste la Baita Sanon, lo fa soprattutto per l’ottima cucina. Nella stube tutta legni, con una stufa gardenese in muratura, il 31 dicembre vanno in scena specialità ladine e tirolesi alternate a prodotti del Mediterraneo. Alla Sanon si arriva sia in auto da Castelrotto sia con l’ovovia da Ortisei. Un consiglio? Percorrere l’ultimo tratto con la carrozza trainata dai cavalli.

Punta tutto sulla cucina anche la Baita Checco (tel.335.70.21.414), sul Ciampedie, nel cuore della Val di Fassa, un piccolo bijoux in legno con stube ladina e una terrazza panoramica sul Catinaccio: all’interno c’è posto solo per 35 persone (ma altre 50 si possono accomodare in terrazza). Ristrutturata otto anni fa, da allora è una tappa gastronomica per chi apprezza le tipiche ricette trentine, anche se le specialità della casa sono i sottoli (funghi, peperoni e zucchine) e i dolci, tra i quali primeggia l’immancabile strudel. Dopo il brindisi la tradizione prevede una passeggiata con le ciaspole, per uno starwatching a 2000 metri. Sempre in Trentino, la baita ristorante El Zirmo (tel. 0462.57.63.00), a Bellamonte di Predazzo, è ai piedi delle piste e si raggiunge anche in auto. Per San Silvestro la sua ampia terrazza coperta con vista sul Lagorai diventa una meta cool. Anche perché nel gazebo accanto si balla fino a tardi con musica lounge mixata da dj (l’appuntamento quest’anno è in forse per le proteste dei vicini). Tutt’altro scenario sul Monte Rosa, che si chiama così perché l’alba colora il massiccio di una luce quasi surreale. E sarà un’emozione vederla dal Rifugio Belvedere (tel.349.49.15.130), sopra Champoluc, quando saranno ultimate le camere. Per il momento si può solo cenare e ammirare il tramonto a 2400 metri. Vi si arriva dal paese, a quota 1570, e da lì con la telecabina fino al Crest, dove la jeep o la motoslitta portano al Belvedere. L’ambiente è molto spartano, ma il 31 dicembre un look da gran gala e uno speciale menu trasformano la ex stalla in un locale eccellente. Solo in caso di bufera si rinuncerà al brindisi di mezzanotte con champagne. Sì, perché dalle 24 tutta la festa si svolge all’aperto e si conclude con una passeggiata illuminata dalle torce fino al Crest e, a metà del tracciato, un altro brindisi in un punto panoramico sul Cervino.

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