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Capodanno 2009 a Bangkok

Capodanno in una città incredibile come Bangkok è un obbligo per tutti coloro che sono davvero appassionati di arte e mistero. In questo luogo si alternano due realtà completamente differenti: i centri commerciali super affollati del World Trade Center ed i monasteri silenziosi.

Un capodanno alla scoperta di questa meravigliosa città inizia con la visita al Grande Palazzo (Phra Borom Maha Rajawang) che riassume, nelle sue composite architetture due secoli di storia, e di seguito con il Wat Phra Keo, grande recinto che racchiude diverse costruzioni tra le quali, la più nota, è il tempio del Buddha di smeraldo, massima sede religiosa del Paese. Poi siamo passati al Wat Traimit che ospita una statua alta 3 mt. del Buddha d’oro e al Wat Po dove giace il Buddha disteso, lungo 46 mt e alto 51 mt, tutto ricoperto di foglie d’oro e con gli enormi piedi ricoperti di madreperla.

Chinatown è affascinante, come in ogni città in cui la comunità cinese ha creato il suo ghetto: i mercati strapieni di frutta e cibi stranissimi, la stradina dei tagliatori di pietre preziose, le gioiellerie ed un sacco di altre curiosità (farmaci tradizionali, indovini ecc.). Patpong è il mercato notturno di Bangkok, molto pittoresco sia per la frutta ed i cibi che per i prodotti contraffatti di ogni genere, dai CD, alle borse, all’abbigliamento.

E’ anche molto “in auge” per essere la zona dei locali a luci rosse: verrete infatti avvicinati da decine di ragazzi che vorranno condurvi a vedere sexy show anche e soprattutto in compagnia del vostro fidanzato/marito o fidanzata/moglie, o da altri che con alla mano un vero e proprio menù con disegni esplicativi vi proporranno ogni tipo di massaggio erotico o prestazione particolare a seconda delle vostre esigenze! Proprio sui lati del mercato e lungo tutto l’isolato, vi sono dei tuguri ammuffiti simil-garage/disco-bar dal cui interno proviene musica house a palla, e semplicemente passandovi davanti potrete scorgere le schiere di giovanissime tailandesi che ballano seminude sui cubi o appese ai pali da lap-dance in attesa di offrirsi a clienti.

L’isola di Ko Samui, vi regala una completa pausa di relax, immersioni e…scorpacciate di ottimo pesce!! Per quanto riguarda il mangiare ci sono buonissimi ristoranti, di pesce naturalmente…Per chi è appassionato d’immersioni c’è il dive center Planet Scuba dove si parla italiano… Da visitare sono alcuni luoghi che come: l’AYUTTHAYA, che è la vecchia capitale distrutta dai Birmani ma ha ancora il fascino del passato glorioso seppur ormai quasi tutta in rovina; durante la nostra visita le pagode e le statue di Buddha erano tutte ricoperte da drappi gialli per una celebrazione che gli conferivano ancora di più un’atmosfera particolare. Da PHITSANULUKE a SUKHOTHAI ci si trova veramente a contatto con la Thailandia rurale e più tradizionale. Una lunga distesa senza soluzione di continuità di colorati campi di riso, palme da banana e altre coltivazioni tropicali si susseguono fino a SUKHOTHAI, la prima capitale del Siam. Bellissimo il tempio dell’antico Grande Palazzo ed una statua del Buddha alta 15 mt; fuori dal Tempio si trovano ambulanti che nei loro banchetti vendono tartarughe acquatiche e serpenti d’acqua nei pacchettini di nylon e uccellini in gabbia; i fedeli li acquistano e li portano a benedire dentro il tempio dopodiché una volta terminato il loro rito religioso escono e liberano le tartarughe ed i serpenti in acqua e gli uccellini in volo, in segno di offerta al Buddha. CHIANG MAI, viene detta la rosa del Nord, qui si incontra la Thailandia più vera, dove vivono le minoranze etniche ancora oggi legate alle loro antiche tradizioni. Il tempio Doi Suthep sorge sulla vetta di un monte e lo si raggiunge tramite una lunga scalinata di oltre 300 gradini affiancata da due serpenti Naga, dove sono custodite le reliquie di Buddha; il tempio è costituito da tante piccole pagode decorate con draghi e campane dorate (tra l’altro questo è il tempio che appare all’inizio del film Rambo III, quando il reduce dal Vietnam John Rambo si ritira in un monastero buddista e si dedica alla ricostruzione dello stesso insieme ai monaci, se vi capita di rivederlo fateci caso). Dietro il tempio si trova un punto panoramico, dalla cui sommità si scorge il famoso triangolo d’oro: il confine tra Thailandia, Laos e Mayanmar segnato dal fiume Mekong; molto suggestivo. CHIANG RAI, è la città che segna il confine con il Myanmar (l’ex Birmania) ed ha proprio l’aspetto del villaggio di confine, pieno di gente che passa i controlli alla dogana (un ponte con due poliziotti!) con sacchetti e borse della spesa e con carrettini carichi di generi di conforto, che entra ed esce dal Paese. Nei dintorni ci si ferma a visitare alcuni villaggi, centri di produzione artigianali di lacche e articoli in legno intagliato. Inoltre nelle vicinanze si trova “la scuola degli elefanti”, dove viene insegnato agli elefanti a lavorare, a trainare i tronchi e a portare i carichi. Un’escursione degna di nota è quella a Mae Hong Son: dopo un breve giro al mercato ricco di prodotti tipici e di artigianato locale, si risale il fiume Ping e si raggiunge un villaggio ai confini con il Myanmar dove vive una popolazione di etnia Akha, famosa per “le donne giraffa”. A tutte le femmine fin dall’età di cinque anni vengono messi al collo anelli di ottone allo scopo di allungarlo come simbolo di bellezza e di anno in anno ne vengono aggiunti. Questa pratica era stata vietata dal governo, infatti una volta rimossi i cerchi, il collo non era più in grado di reggere il peso della testa causando la frattura del collo e quindi la morte delle donne. Purtroppo però, dato l’afflusso di turisti che ogni anno si reca nella zona attirata dalla particolarità di queste donne, il governo ha nuovamente autorizzato la pratica del cerchiaggio del collo, al fine di garantire gli introiti economici derivanti dal turismo. Quindi nel villaggio si possono vedere bambine di pochi anni, ragazze e donne nel loro variopinto costume tipico con lunghi colli ornati con anelli in bronzo. KOH SAMUI è un’isola splendida, viene chiamata l’isola delle palme e fa parte di un parco marino nazionale. E’ coperta da una vegetazione rigogliosa, piantagioni di cacao e palme da cocco.

La gente e i locali si prodigano con le loro poche disponibilità e con il loro sorriso, cercando veramente di fare il possibile per soddisfare ogni esigenza dei turisti. Questa loro predisposizione oltre che la naturale ed incontaminata bellezza dell’isola la rendono sicuramente un luogo affascinante e da ricordare per un capodanno all’insegna del relax e della scoperta continua.

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