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Agli Uffizi 38 dipinti di scuola napoletana

La mostra espone 38 dipinti di scuola napoletana appartenenti a diversi musei statali e comunali di Firenze e Lucca e a chiese della diocesi fiorentina, ai quali si sono aggiunti due importanti prestiti dalla Galleria Pallavicini di Roma e uno dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Le opere sono state selezionate in base alla loro sicura, documentata presenza a Firenze nel Seicento e alla provenienza perlopiù dalle collezioni dei Medici, come anche di altre nobili famiglie della città, e forniscono così un campione significativo della pittura partenopea presente all’epoca nella capitale granducale. Le relazioni artistiche tra Firenze e Napoli sono sempre state strette, fin da quando Giotto fu chiamato a Napoli da re Roberto d’Angiò nel 1328 e, un secolo dopo, numerosi scultori toscani lavorarono per gli Aragonesi.
Per quanto riguarda il Seicento, la mostra propone una lettura di tali rapporti artistici fondata da un lato sulla presenza a Firenze di alcuni dei principali pittori napoletani del secolo – le cui opere furono apprezzate dal collezionismo locale e, talvolta, lasciarono anche un segno sugli artisti fiorentini –, dall’altro sul ruolo di intermediari svolto dai numerosi fiorentini residenti a Napoli per ragioni finanziarie e commerciali, che fecero pervenire numerosi quadri in patria. Il percorso espositivo è articolato, per cronologia e per protagonisti, in sei sezioni: Il caravaggismo di Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera, Natura e filosofia in Salvator Rosa, Il barocco di Luca Giordano, Pittura napoletana di genere, Fra mitologia e storia antica: due quadri medicei riscoperti, Massimo Stanzione per Firenze.
Protagonisti della mostra sono Salvator Rosa e Luca Giordano, presenti col maggior numero di opere e ai quali si riferiscono le citazioni tratte dalle Notizie de’ professori del Disegno di Filippo Baldinucci (1681-1728) scelte quale titolo dell’esposizione. “Filosofico umore” fu quello del Rosa, che soggiornò a Firenze dall’autunno del 1640 alla fine del 1648, pittore, letterato, uomo di teatro, fondatore di un’accademia, attento a soggetti derivati dalla storia e dalla filosofia antica. “Maravigliosa speditezza” fu la capacità di dipingere in modo straordinariamente rapido da parte di Luca Giordano, che con la sua presenza a Firenze nel 1682 e 1685-1686 raccolse e rinnovò l’eredità lasciata da Pietro da Cortona quarant’anni prima.
Sezioni più ridotte della mostra sono dedicate ai caravaggeschi Battistello Caracciolo – questi soggiornò per breve tempo a Firenze nel 1618 – e Jusepe de Ribera – le cui mezze figure di Santi erano particolarmente richieste dai collezionisti fiorentini più accorti, presenti in mostra ciascuno con due quadri provenienti dagli Uffizi e dalla Galleria Palatina di palazzo Pitti. Vi è poi un piccolo, interessante nucleo di pittura di genere risalente alla fine del secolo, con due nature morte di Andrea Belvedere e Giuseppe Recco, e una Fiera contadina mai esposta in precedenza del giordanesco Nicola Russo. Chiude il percorso una grande Annunciazione di Massimo Stanzione, definito dalle fonti partenopee il “Guido Reni napoletano”, unica opera del pittore conservata a Firenze (si trova nella chiesa di Santo Stefano in Ponte), anch’essa poco nota.

Informazioni turistiche

Agenzia per il Turismo di Firenze
Via Manzoni, 16
50121 Firenze
Tel: 055 23320
Fax: 055 2346286
apt@firenzeturismo.it

Ingresso

Intero 10,00 euro
Ridotto 5,00 euro

Indirizzo dell’evento

Galleria degli Uffizi

Piazzale degli Uffizi
Firenze
Tel: 055 2388651
Fax: 055 2388694
WWW:
Pittura napoletana del Seicento dalle collezioni medicee

 

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